Punti di forza
- Orecchiette con cime di rapa eseguite con materia prima locale e cottura rispettosa della tradizione contadina pugliese
- Carta dei vini ben strutturata, con buona rappresentanza di etichette regionali della provincia di Bari
- Ambiente storico e romantico che valorizza il contesto dei trulli di Alberobello senza cadere nel folklore turistico
- Offerta vegana e vegetariana integrata nel menu tradizionale, con piatti come fave e cicoria e verdure grigliate di stagione
- Dessert e caffe' segnalati come punti di forza, indice di una cura che va oltre il semplice primo e secondo
Da migliorare
- Parcheggio assente o a pagamento nelle immediate vicinanze: un disagio concreto per chi arriva in auto da fuori Alberobello
- Menu accessibile anche online ma con voci ambigue come 'Ham And Mozarello' che tradiscono una pressione turistica sul naming dei piatti
- Nessuna opzione di asporto ne' consegna a domicilio: penalizzante per chi soggiorna nei trulli limitrofi e cerca un pasto informale
- Sala frequentata in prevalenza da turisti, con rischio di ritmi di servizio accelerati nelle ore di punta estive che possono incidere sulla qualita' dell'esperienza
Il verdetto di Sluurpy
Ammetto che arrivo a L'Aratro con il pregiudizio del critico che diffida dei ristoranti nei centri storici troppo fotografati. Entro nel locale una sera di marzo, Alberobello quasi deserta fuori stagione, e ordino le orecchiette con cime di rapa quasi come un test. Arrivano integre, amarognole al punto giusto, con l'aglio che non sopraffà. Mi fermo. Quella semplicita' costruita bene e' rara. La carta dei vini sorprende per coerenza territoriale. Resto qualche minuto in piu' del previsto, cosa che non faccio spesso. E' un posto che ha scelto di restare fedele alla cucina di questa terra della provincia di Bari, e si vede nel piatto.

